30 Lug 2010
giardinodegliincantesimi
Attraversiamo il giardino,ed entriamo nella casa dell'anima
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30 Lug 2010
Vorrei tanto sapere perché Dio mi ha messo in Terra così.Perché? Perché? Perché?Così come?Così restia alla logica delle persone normali.Così poco incline a ragionare in linea retta.Così difficile da interpretare.Così brava a saltare di palo in frasca allontanando l’oggetto spinoso, deviando l’argomento fastidioso.Così ...brava a scappare e nascondersi dietro un dito. Possibilmente il medio.Così, insomma.Così strana per dirla alla maniera dell’ingegnere. E di certo ha ragione.Così irrazionale, in una parola. (XD dal web)
30 Lug 2010
L'amore che dipende non si regge da solo dal venir corrisposto dalla persona amata, zoppica.
L'amore che tenta di possedere la persona amata è come privo delle braccia, non può stringere nulla.
L'amore che non considera il piacere o il dolore della persona amata, è cieco.
L'amore esigente e che si impone troppo, è moro.
L’amore è una fusione assoluta al di sopra di ogni differenza. E’il miracolo di due esseri complementari che fa un solo essere armonioso(S.Aleramo)
L'amore che tenta di possedere la persona amata è come privo delle braccia, non può stringere nulla.
L'amore che non considera il piacere o il dolore della persona amata, è cieco.
L'amore esigente e che si impone troppo, è moro.
L’amore è una fusione assoluta al di sopra di ogni differenza. E’il miracolo di due esseri complementari che fa un solo essere armonioso(S.Aleramo)
E mi stupisco se non è questo, quello che si chiama Amore.(Ovidio)
PERCHE' Mentre da un lato si domanda ossessivamente perché non è amato, dall'altro il soggetto amoroso continua a credere che in fin dei conti l'oggetto amato lo ama, solo che non glielo dice.
1. Esiste per me un «valore superiore»: il mio amore. Io non mi dico mai: «A che pro?» Non sono nichilista. Non mi chiedo qual è il fine. Nel mio discorso monotono non vi sono mai dei «perché»; ce n'è uno soltanto, sempre lo stesso: ma perché tu non mi ami? Come si può non amare questo io che l'amore rende perfetto (che dà tanto, che rende felice, ecc.)? Domanda la cui insistenza sopravvive all'avventura amorosa: «Perché non mi hai amato? »; o anche: «O, dimmi, dilettissimo amore del mio cuore, perché mi hai abbandonato? [O sprich, mein herzallerliebstes Lieb, warum verliessest du mich?]»
PERCHE' Mentre da un lato si domanda ossessivamente perché non è amato, dall'altro il soggetto amoroso continua a credere che in fin dei conti l'oggetto amato lo ama, solo che non glielo dice.
1. Esiste per me un «valore superiore»: il mio amore. Io non mi dico mai: «A che pro?» Non sono nichilista. Non mi chiedo qual è il fine. Nel mio discorso monotono non vi sono mai dei «perché»; ce n'è uno soltanto, sempre lo stesso: ma perché tu non mi ami? Come si può non amare questo io che l'amore rende perfetto (che dà tanto, che rende felice, ecc.)? Domanda la cui insistenza sopravvive all'avventura amorosa: «Perché non mi hai amato? »; o anche: «O, dimmi, dilettissimo amore del mio cuore, perché mi hai abbandonato? [O sprich, mein herzallerliebstes Lieb, warum verliessest du mich?]»
30 Lug 2010
Il Sufismo è un tentativo di portarci al punto in cui abbiamo la libertà, il coraggio di guardare le cose come fa un bambino, senza preconoscenza; di lasciarci raggiungere da qualsiasi nuova realtà di appercezione arrivi, di lasciarla penetrare e sperimentarla appieno e totalmente, senza comprenderla. Perché comprendere significa soltanto classificare qualcosa in base a modelli di pensiero prestabiliti.
E che dire dell’altra parte della causalità? Che dire delle cose stesse che vediamo? Parlando francamente, la questione del perché vi sia un “perché” nelle cose che non possono avere una risposta, o a cui si potrebbe rispondere in modo negativo. Se non ci fosse un “perché”, cosa ci sarebbe da cercare? Cosa ci sarebbe da sviluppare? Quale direzione ci sarebbe in cui viaggiare? Non appena l’uomo smette di desiderare di guardare a quella domanda “perché?”, la vita arriva alla fine. Non appena egli accetti una qualsiasi risposta particolare come se fosse permanente e stabilita, la vera evoluzione di quell’essere arriva alla fine. Non esiste nessuno che abbia la risposta finale per qualunque cosa, e se ci fosse una risposta definitiva, l’intera tensione dell’illusione della realtà, che crea l’apparenza nella quale noi funzioniamo, arriverebbe ad una fine.
Perché esiste l’illusione? Perché esiste un “perché?” Ci sono certe risposte che non sono veramente risposte, ma che possono aiutarci ad avvicinarci all’aspirazione, al desiderio nel cuore di svelarsi. Questo è ciò che il Sufismo chiama lo svelarsi dell’Amato: il dissolversi dell’illusione. Sembra – e ciò va indietro fino ai modelli numerici – che ci debba essere una prima causa originale. A noi sembra che sia così, perché pensiamo così; è possibile che ci fossero due cause prime originarie, ma siamo veramente incapaci di concepirle. Come si potrebbero avere due cause originali? Come si potrebbero avere una forza inarrestabile e un oggetto immobile allo stesso momento? Pensate: come si potrebbero avere una forza inarrestabile e un oggetto immobile insieme in un unico universo? Tuttavia ora avete queste due cose nelle vostre menti, sebbene una, a causa del modo in cui pensiamo, della struttura del nostro modello di pensiero, preclude assolutamente l’esistenza all’altra. Si può avere sia una forza inarrestabile sia un oggetto immobile, ma non si può avere entrambi. Comunque avete pensato a ciò, li avete concepiti. Come potrebbero esistere due cause originali? Non possiamo pensare a ciò, ma nello stesso tempo, o per una ragione emozionale o per una sentimentale, non potremmo veramente concepire che l’intera verità universale, persino se ciò fosse un’illusione, possa esistere senza una causa prima. Deve esservi una causa, deve esservi qualcosa che creò la prima cosa.
E che dire dell’altra parte della causalità? Che dire delle cose stesse che vediamo? Parlando francamente, la questione del perché vi sia un “perché” nelle cose che non possono avere una risposta, o a cui si potrebbe rispondere in modo negativo. Se non ci fosse un “perché”, cosa ci sarebbe da cercare? Cosa ci sarebbe da sviluppare? Quale direzione ci sarebbe in cui viaggiare? Non appena l’uomo smette di desiderare di guardare a quella domanda “perché?”, la vita arriva alla fine. Non appena egli accetti una qualsiasi risposta particolare come se fosse permanente e stabilita, la vera evoluzione di quell’essere arriva alla fine. Non esiste nessuno che abbia la risposta finale per qualunque cosa, e se ci fosse una risposta definitiva, l’intera tensione dell’illusione della realtà, che crea l’apparenza nella quale noi funzioniamo, arriverebbe ad una fine.
Perché esiste l’illusione? Perché esiste un “perché?” Ci sono certe risposte che non sono veramente risposte, ma che possono aiutarci ad avvicinarci all’aspirazione, al desiderio nel cuore di svelarsi. Questo è ciò che il Sufismo chiama lo svelarsi dell’Amato: il dissolversi dell’illusione. Sembra – e ciò va indietro fino ai modelli numerici – che ci debba essere una prima causa originale. A noi sembra che sia così, perché pensiamo così; è possibile che ci fossero due cause prime originarie, ma siamo veramente incapaci di concepirle. Come si potrebbero avere due cause originali? Come si potrebbero avere una forza inarrestabile e un oggetto immobile allo stesso momento? Pensate: come si potrebbero avere una forza inarrestabile e un oggetto immobile insieme in un unico universo? Tuttavia ora avete queste due cose nelle vostre menti, sebbene una, a causa del modo in cui pensiamo, della struttura del nostro modello di pensiero, preclude assolutamente l’esistenza all’altra. Si può avere sia una forza inarrestabile sia un oggetto immobile, ma non si può avere entrambi. Comunque avete pensato a ciò, li avete concepiti. Come potrebbero esistere due cause originali? Non possiamo pensare a ciò, ma nello stesso tempo, o per una ragione emozionale o per una sentimentale, non potremmo veramente concepire che l’intera verità universale, persino se ciò fosse un’illusione, possa esistere senza una causa prima. Deve esservi una causa, deve esservi qualcosa che creò la prima cosa.
30 Lug 2010
L'anima deve scegliersi le fogne adatte per liberarsi dei propri escrementi. Questa funzione viene assolta da persone, conoscenti, professioni, la madre patria, il mondo, o infine, per i veri arroganti (intendo i nostri moderni pessimisti), dal Buon Dio.
Una cosa sono io, un'altra i miei scritti. — Prima di parlare dei miei scritti stessi toccherò qui la questione di come sono stati capiti o non capiti. Lo faccio di sfuggita, come si conviene: perché non è ancora venuto il tempo per una tale questione. Anche per me non è ancora venuto il tempo, ci sono uomini che nascono postumi.(Hecce Homo-Nietzsche)
Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto. (da La nascita della tragedia)
Una cosa sono io, un'altra i miei scritti. — Prima di parlare dei miei scritti stessi toccherò qui la questione di come sono stati capiti o non capiti. Lo faccio di sfuggita, come si conviene: perché non è ancora venuto il tempo per una tale questione. Anche per me non è ancora venuto il tempo, ci sono uomini che nascono postumi.(Hecce Homo-Nietzsche)
Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto. (da La nascita della tragedia)
Le persone che ci donano la loro piena confidenza credono per questo di avere diritto alla nostra. Ciò è un errore: coi regali non si acquistano diritti. La familiarità del superiore irrita, perché non può essere ricambiata. (da Aforismi)
30 Lug 2010
E poi mi ritrovai lì, perduto nell'oblio..silenzioso..oscuro..completo..trovai la libertà..perdere ogni speranza era la libertà.
30 Lug 2010
...ma mi disordino
quando mi mischi le tue carte..
quando siam come due animali..
...quando c'é vento tra i miei rami
quando mi mandi i tuoi richiami
quando io scio sulla tua schiena
quando mi mangia la balena
quando mi mangia la balena
mi disordino
io mi disordino...(dal web)
quando mi mischi le tue carte..
quando siam come due animali..
...quando c'é vento tra i miei rami
quando mi mandi i tuoi richiami
quando io scio sulla tua schiena
quando mi mangia la balena
quando mi mangia la balena
mi disordino
io mi disordino...(dal web)
30 Lug 2010
Ci sono due tragedie nella vita: la prima è non riuscire a soddisfare i propri desideri, la seconda è riuscirci.
(Oscar Wilde, presente in Il ventaglio di Lady Windermere.)
Fa in modo che si veda che stai adulando un uomo, perché ciò che lo lusinga realmente è il fatto che tu pensi che valga la pena lusingarlo. (da John Bull's other Island)
(Oscar Wilde, presente in Il ventaglio di Lady Windermere.)
Fa in modo che si veda che stai adulando un uomo, perché ciò che lo lusinga realmente è il fatto che tu pensi che valga la pena lusingarlo. (da John Bull's other Island)
“Noi abbiamo inventato la felicità” –
dicono gli ultimi uomini e strizzano l’occhio. Essi hanno lasciato le contrade dove la vita era dura:
perché ci vuole calore. Si ama anche il vicino e a lui ci si strofina: perché ci vuole calore.
Ammalarsi e essere diffidenti è ai loro occhi una colpa. Guardiamo dove si mettono i piedi. Folle
chi ancora inciampa nelle pietre e negli uomini ! Un po’ di veleno ogni tanto: ciò rende gradevoli i
sogni. E molto veleno alla fine per morire gradevolmente. Si continua a lavorare, perché il lavoro
intrattiene. Ma ci si dà cura che il trattenimento non sia troppo impegnativo. Non si diventa più né
ricchi né poveri: ambedue le cose sono troppo fastidiose. Chi vuol ancora governare ? Chi
obbedire ? Ambedue le cose sono troppo fastidiose. Nessun pastore e un sol gregge ! Tutti vogliono
le stesse cose, tutti sono eguali: chi sente diversamente va da sé al manicomio. “Una volta erano
tutti matti”- dicono i più raffinati e strizzano l’occhio. Oggi si è intelligenti e si sa per filo e per
segno come sono andate le cose: così la materia di scherno è senza fine. Sì, ci si bisticcia ancora,
ma si fa pace al più presto – per non guastarsi lo stomaco. Una vogliuzza per il giorno e una
vogliuzza per la notte: salva restando la salute. “Noi abbiamo inventato la felicità” – dicono gli
ultimi uomini e strizzano l’occhio”
dicono gli ultimi uomini e strizzano l’occhio. Essi hanno lasciato le contrade dove la vita era dura:
perché ci vuole calore. Si ama anche il vicino e a lui ci si strofina: perché ci vuole calore.
Ammalarsi e essere diffidenti è ai loro occhi una colpa. Guardiamo dove si mettono i piedi. Folle
chi ancora inciampa nelle pietre e negli uomini ! Un po’ di veleno ogni tanto: ciò rende gradevoli i
sogni. E molto veleno alla fine per morire gradevolmente. Si continua a lavorare, perché il lavoro
intrattiene. Ma ci si dà cura che il trattenimento non sia troppo impegnativo. Non si diventa più né
ricchi né poveri: ambedue le cose sono troppo fastidiose. Chi vuol ancora governare ? Chi
obbedire ? Ambedue le cose sono troppo fastidiose. Nessun pastore e un sol gregge ! Tutti vogliono
le stesse cose, tutti sono eguali: chi sente diversamente va da sé al manicomio. “Una volta erano
tutti matti”- dicono i più raffinati e strizzano l’occhio. Oggi si è intelligenti e si sa per filo e per
segno come sono andate le cose: così la materia di scherno è senza fine. Sì, ci si bisticcia ancora,
ma si fa pace al più presto – per non guastarsi lo stomaco. Una vogliuzza per il giorno e una
vogliuzza per la notte: salva restando la salute. “Noi abbiamo inventato la felicità” – dicono gli
ultimi uomini e strizzano l’occhio”
11 Lug 2010
L'amore è un paradosso, anche questo è stato detto. E quindi l'amore è nello stesso tempo serenità e incertezza, e la serenità vince l'incertezza soltanto perché c'è questo rapporto di assicurazione che l'amore mi dà. Quindi noi abbiamo nell'amore periodi di incertezza e periodi di serenità. Sempre Stendhal, per esempio, in un romanzo che si chiama Il rosso e il nero, racconta di come si può restare sempre innamorati. Se ci si avvicina troppo e si rischia di confonderci con l'essere amato, bisogna fare una bella litigata e poi, magari, "... prendere una scala di notte - dice lui -, salire nella stanza da letto di una signora e riappacificarsi". Se, appunto, si è troppo vicini ci si allontana, se si è troppo lontani ci si avvicina e bisogna trovare questa distanza ottimale come un arco voltaico quando bisogna far scoppiare la scintilla. Questo implica l'amore come mobilità. L'amore è vaghezza, nel senso di una bellezza vaga, vaghe stelle dell'Orsa, qualcosa che si muove.
1, 2, 3 ... 18 ... 36 Pagina Successiva
Sindicazione
a>
15.07.10 @ 09:13:45
da nikizorroesumo
If you are willing to buy ...
13.07.10 @ 05:35:22
da DeePACHECO29
Congiungere il QS con ATON mi ...
20.05.10 @ 08:51:45
da Enrico
Spleen (Charles Baudelaire) Quando, come un ...
07.05.10 @ 12:33:37
da cris-hestia
ciao chris, complimenti è veramente carinissimo ...
16.04.10 @ 13:16:44
da nikizorroesumo