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16 Gen 2011 - 10:02:33
-Jung-
"L'anima, attraverso la sua integrazione. diventa l'eros della coscienza ..l'anima presta alla coscienza maschile relazione e connessione..."



cris-hestia · 1907 visite · 1 commento

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http://filosofia.ituoiblog.com/Diventa-cio-che-sei-b1/Jung-b1-p970.htm

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Commento di: cris-hestia [ Membro ] Sito Web
Jung definisce l'anima in modo sostanzialmente simile all'idea concepita dalla mistica e dall'alchimia rinascimentale. Dal punto di vista biopsicologico è una funzione che permette all'individuo qualsiasi forma di adattamento istintivo (Eva), sensoriale (Elena), intuitivo (Vergine) e cognitivo (Sofia) con la vita esterna (realtà) e con la vita interna (psiche), dai suoi aspetti più epidermici (sensazioni) a quelle più profondi (inconscio).



In quanto mediatrice tra i bisogni del corpo (nutrimento, confort, equilibrio e salute) e quelli dell'Io (sensazione, sentimento, intuizione e pensiero) l'anima assume una funzione di collegamento, connessione e relazione poichè regola l'attività e i comportamenti (Archetipo di Marte) sulla base di una specifica capacità di organizzare le sensazioni in immagini, forme e colori, le emozioni in fantasia e immaginazione ed esprimere i sentimenti per esempi, modi di dire, proverbi, metafore, allegorie (Venere/Mercurio) che intrecciano contenuti consci e inconsci.



Lo sviluppo della funzione Anima nei millenni si riscontra nell'evoluzione del ruolo sociale della donna: da quello di componente della coppia adeguato alla riproduzione e conservazione della specie (Archetipo Luna/Saturno) a quello di partner (Venere/Marte) e infine di moglie (Venere/Mercurio) capace di correggere i comportamenti e l'immagine sociale del marito, ma anche di prestare relazione e connessione alla coscienza razionale verso ambiti più vasti.



Partendo dall'osservazione delle dimaniche sessuali e analizzando le specifiche attitudine delle donne di evolvere nelle modalità della percezione, dell'intuizione e della fantasia, gli alchimisti formularono l'ipotesi di integrare tale funzione dentro se stessi immaginando una rapporto "incestuoso" con la parte femminile , la sorella, chiamata "soror mistica".



Il processo di integrazione dell'anima femminile intesa come funzione di relazione (partner) avviene per entrambi i sessi con modalità diverse. Di solito l'uomo giunge a fidarsi della percezione femminile che evolve dalle sensazioni dell'autoavvertimento psichico e poi cognitivo, per cui Adamo lascia che sia la Eva a selezionare le immagini, a compiere le scelte e a indurlo nelle azioni, giuste o sbagliate, che gli permetteranno in seguito di evolvere nella coscienza trascendente di "Adamo celeste".



La prima donna (Eva), più propensa a godersi gli agi, il confort e i piaceri del Paradiso Terrestre (Venere) che a disobbedire agli ordine del Padre, simbolo della razionalità finalizzata agli scopi dell'esistenza, diventa invece componente essenziale dell'anima di relazione (anima mercurius) nel momento in cui la curiosità di conoscere l'altro (Psiche), e tutto ciò che è segreto e proibito (Pandora), la spinge a sviluppare il senso, il sentimento e il desiderio di relazione (Atalanta) la "proietta" fuori dai limiti tracciati dalle convenzioni, poichè diventa attivo l'istinto peculiare di ogni partner: il desiderio di "vedere" e quindi di conoscere la verità.



Eva raccoglie dall'albero degli istinti il frutto che dona la percezione della realtà così come appare al primo sguardo, dischiudendo così all'intera umanità stabilire nuove connessioni e relazioni con la natura, la realtà e il cosmo intero. Astenendosi dall'azione (Adamo addormentato) e contenendo la pulsione istintiva, creativa e cognitiva di agire, sviluppare ipotesi e progetti e teorizzare massimi sistemi, ogni individuo scopre le potenzialità dell'istinto di equilibrio di orientare la percezione al fine di selezionare e prefigurare l'azione futura.



La nascita di Eva equivale per gli alchimisti rinascimentale al "risveglio" dell'istinto di equilibrio a che, se dispiegato in tutte le sue potenzialità, ha il potere di ampliare ed espandere il campo dell'azione, della creatività e della conoscenza, proiettando così l'umanità fuori dallo stato di natura e a sperimentare, come Prometeo, l'autonomia da ogni forma di sapere o di potere precostituito.



Se l'individuo risveglia le potenzialità iscritte nel genoma femminile e congiunge istinto di attività (Adamo) con l'istinto di percezione (Eva) si viene a formare il primo archetipo dell'anima di relazione che permette l'accesso agli istinti di ordine superiore:l' istinto di conoscenza, l'istinto di individuazione e l'istinto trascendente.



Per questa ragione Jung differenzia questi tre impulsi che determinando la vita psichica spingono l'individuo a "disobbedire" alle regole, ai costumi e alle convenzioni elaborate dalle generazioni precedenti per trovare una propria dimensione individuale in cui sperimentare maggiori gradi di libertà e di scelta che sono indispensabili per esprimere le potenzialità evolutive della libido e ulteriori fasi di sviluppo della coscienza.



Risvegliando l'istinto di conoscenza, l'individuo espande e moltiplica all'infinito l'impulso di riflessione che "costituisce l'essenza e la ricchezza della psiche umana...attraverso l'impulso di riflessione il processo di stimolazione viene trasformato più o meno consapevolmente in contenuti psichci, cioè diventa un'esperessione vissuta: un processo naturale trasformato in un contenuto di oscienza. La riflessione è l'istinto civilizzatore 'par excellenze' e la sua forza si palesa nell'autoaffermazione della civiltà di fronte alla natura" (Jung).



Tuttavia Jung ha dimenticato di aggiungere che tale istinto si palesa in forme abberranti nelle forme sociali evolvendo in pulsione autoaffermativa (libido materiale) e volontà di dominio (libido sociale) dell'individuo sull'altro individuo, divenendo elemento di sopraffazione sociale, culturale e spirituale che porta con sè l'incomprensione reciproca, la proliferazione dei linguaggi della conoscenza (Babele), la violenza delle convinzioni personali, dei dogmi e delle ideologie, cause principali degli orrrori delle guerre e delle distruzioni che hanno costellato l'intero sviluppo della civilizzazione.




GENESI DELLA LIBIDO (IL PECCATO ORIGINALE) L'istinto di conoscenza produce il risultato di dare forma, contenuto e direzione all'istinto di riflettere sull'esperienza al fine di riviverla in forma drammatica, oppure di classificarla all'interno di uno specifico spazio della memoria in cui separiariamo il Bene dal Male.



Adamo ed Eva, archetipi dell'anima di relazione psichica, sperimentano per la prima volta la netta distinzione tra i due poli opposti dell'esperienza, poichè tramite la riflessione si crea un intervallo di tempo tra pulsione e azione in cui la psiche maschile può coltivare il seme del "senso di sè" (funzione anima) e provare i sentimenti della vergogna, e il senso dell'inadeguatezza della coscienza razionale e della precarietà dell'Io, continuamente spodestato dal potere corcitivo esercitato dagli istinti primari.



All'interno della psiche femminile invece predomina l'istinto di classificazione e categorizzazione delle esperienza per cui la riflessione crea un intervallo di tempo tra percezione e risposta psichica sufficiente per generare il libero arbitrio, la possibilità di scegliere e valutare le opzioni e la capacità di discriminazione percettiva, qualità peculiari del "senso di relazione" (funzione animus).



"Senso di sè" e "senso di relazione" hanno avuto nella storia dell'evoluzione un rilievo fondamentale nei processi evolutivi legati alle migrazioni, alla scelta dei luoghi più idonei per l'adattamento, la nascita delle attività artistiche e la recente capcità di eplorare la psiche e l'inconscio, poichè rappresentano quel nucleo di istinti secondari che possiamo rintracciare tra gli archetipi raffigurati dagli dei dell'Olimpo greco.



La metamorfosi dell'anima di relazione, da sempre vittima dei soprusi e costretta a cedere alle violenze esercitate dal più forte, genera negli individui la consapevolezza di poter esercitare le facoltà della percezione di conoscere, esplorare, saggiare il terreno e valutare le risorse e le soluzioni possibili astenendosi dall'azione fisica, dallo scontro diretto e , in uno stadio di confronto più elevato, di orientare, spostare, veicolare, suggestionare, influenzare e manipolare l'energia psichica individuale e collettiva.



Lo sviluppo della percezione, resa possibile da fatto che il corpo si astiene dall'azione (Adamo addormentato) per cui diventa attivo il "senso di relazione" di matrice femminile, ha provocato una trasformazione radicale in tutti gli istinti fondamentali.

La sessualità, oltre a svolgere una funzione biologica, ora è al servizio dei bisogni emotivi della psiche. L'istinto di autodifesa ha motivato il sorgere di una vita comunitaria, di iniziative collettive e di relazioni sociali; la soddisfazione della fame, che all'origine era soltanto un'attività biologica, è diventata il centro focale intorno al quale si sviluppa il senso dell'amicizia, della condivisione e dello scambio di opinioni e riflessioni.



La soddisfazione dei bisogni emotivi, affettivi ed evolutivi hanno dunque origine da un processo di espansione del senso di relazione percettivo che ha prodotto nel tempo il "sentimento di relazione".

"Il sentimento di relazione si riferisce alla funzione che pone soggetto e oggetto in una connessione basata su un giudizio di valore. Io mi faccio un a opinione di un altro; oppure discrimino un evento in base alla mia scala di valori dandogli una certa forma ('senso') in modo da riconoscerne l'importanza rispetto ad altri eventi. "Relazione" significa qui un processo relativamente continuo di valutazione e apprezzamento che ha luogo tra la coscienza e il suo contenuto." (J. Hillman)



Il sentimento di relazione ci costringe a scegliere di amare, apprezzare, ascoltare e considerare determinate persone e situazioni rispetto ad altre, per un loro intrinseco valore in termini assoluti (non avrai altro Dio al di fuori di me), oppure per un loro valore in termini relativi, come quelli che garantiscono al convivenza civile (non uccidere), la pace sociale (non rubare) e le condizioni ottimali per la realizzazione dei propri interessi e obiettivi (amor di sè).



E' in quest'ultimo caso che il sentimento di relazione si arricchisce di quel particolare amore per se stessi, chiamato "amor sui, fondamento del "pensiero" che discrimina, organizza secondo un ordine, e stabilisce nessi, priorità e relazioni tra contenuti diversi e tra soggetto e oggetto secondo una scala di valori che sono conformi a principi, convinzione e schemi di comportamento funzionali alla soddisfazione egoistiche delle proprie esclusive pulsioni, passioni, stati d'animo, sentimenti di vita e interessi di carattere materiale o psicologico, oppure di quelle delle convinzioni di gruppo.



I filosofi del rinascimento avevano compreso che il sentimento di relazione femminile finalizzato al mantenimento dell'equilibrio psicologico e materiale, dei privilegi economici e dello status sociale, orienta l'individuo verso obiettivi, programmi e scelte di vita caratterizzate dall'amor di sè e dall'autogratificazione sensoriale, costringendo l'Io ad essere completamente asservito ai desideri autoerotici e al perseguimento dei propri interessi, anche a scapito di quelli altrui.



Ciò produce una intensificazione del processo psichico all'interno di una precisa scala di valori che produce la genesi del "desiderio di relazione" essenza stessa del "peccato" inteso come fenomeno psicologico per cui si decide si instaurare relazioni con persone, situazioni, oggetti del desiderio al solo fine di perseguire una soddisfazione personale, egocentrica.



Tale peccato prefigura una soddisfazione di natura sessuale (non desiderare la donna d'altri), un vantaggio materiale, un incremento di denaro o di potere (non desiderare la roba d'altri), oppure la realizzazione di uno status sociale tale da soddisfare la libido di apparire o di affermarsi, generato dall'ambizione e dal desiderio di relazionarsi solo con se stessi (non nominare il nome di Dio invano) inteso come peccato di superbia, di autoleggitimazione di un potere conferito da Dio che equivale a una bestemmia sul piano morale)



L'origine di ogni peccato, definiti con illuminante sintesi dai dieci comandamenti scolpiti da Dio sulla tavola di Mosè, è la libido che emergerdo dal processo millenario di congiunzione degli istinti maschili (Adamo) e femminili (Eva) si configura sia come istinto evolutivo per eccellenza che fonte di ogni dannazione.



"Questo avviene perchè la libido è inissolubilmente composta da un soggetto desiderante e da immagini di una meta, raggiunta la quale il soggetto non è più quello di prima; l'energia ritorna come esperienza e l'esperienza trasforma" generando quindi un nuovo soggetto che desidera nuove mete da raggiungere e conquistare.

"il risultato del viaggio della libido, il suo ritorno, è l'esperienza, conoscenza e costruzione di sè e del mondo. E' questo il motivo che rende l'essere umano capace di un processo evolutivo, di andrae oltre la sua condizione e di trascendersi" (A. Vitale, Solvere coagula)
(La vergine e il bambino)

   16.01.11 @ 10:06:46

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