Il segreto è che non ci sono segreti ma solo sottili abilità.
Come afferma Aldous Huxley, "La realtà non è ciò che ci accade ma ciò che noi facciamo con quello che ci accade".
...guardare indietro ci permette di vedere avanti...
Non è un caso che il termine eresia, con il quale le religioni monotesite e i poteri da loro ispirate bollavano e condannavano coloro che non rispettavano l'assoluta verità, significhi etimologicamente possibilità di scelta.
Alla domanda di un giornalista su quale fosse la differenza tra il genio e la normale intelligenza Albert Einstein rispose: "Mentre una persona intelligente, quando riesce a trovare un ago in un pagliaio, si ferma soddisfatta, il genio continua a cercare per trovarne un secondo, un terzo ed eventualmente un quarto".
I 36 stratagemmi. Questo affascinante manuale, redatto a quanto pare da alcuni monaci guerrieri, riassume in 36 formule - espresse attraverso aforismi e metafore - le tipologie fondamentali di stratagemma. E insieme rappresenta l'applicazione pratica delle categorie fondamentali della filosofia cinese: gli elementi "duri" e "molli", l'azione "diretta" e "indiretta", l'"attacco" e la "difesa", il "pieno" e il "vuoto" e le loro reciproche trasformazioni. Il linguaggio per immagini è allusivo ed evocativo, sollecita il pensiero senza forzarlo ma stimolandolo.Gli enunciati si infiltrano nel pensiero del lettore come acqua di fonte, lo penetrano e lo fertilizzano.
Per l'antica saggezza cinese non esiste il concetto di "Verità", anzi ogni "idea preconcetta" è da evitare perché limitante. Con le parole di Lao Tse: "L'unica costante è il continuo cambiamento". Le osservazioni cambiano in base alle prospettive assunte, e le nostre strategie si devono sempre adattare alle circostanze e alle occasioni. "Come l'acqua che vince su tutto perché si adatta a tutto". La "Verità" coincide con "l'efficacia", ma questa non puòessere fissata come concetto astratto poiché è a sua volta frutto costante dell'applicazione. Infatti l'indicazione di Confucio è:"Studiare e continuamente applicarsi".
"La forza di per se stessa non eguaglia il sapere; né quest'ultimo è eguagliato dall'esercizio. Ma è sommando sapere ed esercizio che si ottiene la vera forza".
"Trasformare l'ospite indesiderato in oste e creare il vuoto per farvi entrare il pieno". Questi due stratagemmi possono essere applicati a qualsiasi situazione di lotta: non si poone forza contro forza ma si devia la forza dell'avversario, per poi colpirlo quando è sbilanciato e indifeso.
... il maestro Sun Zu afferma che "il miglior combattente è colui che è capace di vincere senza combattere".
La conoscenza e l'abilità strategica sono temute dai poteri autoritari e repressivi, che vorrebbero mantenerne il monopolio assoluto. Per fortuna il sapere strategico ha in sé la capacità di sfuggire a qualunque controllo, perché per sua natura non si lascia ingabbiare da ideologie, né da religioni, né da poteri politici. La sua essenza lo rende immune da tali contagi. La fedeltà alla conoscenza strategica rende infedeli a qualunque ortodossia.
L'arte della persuasione riguarda anche il rapporto tra ognuno di noi e se stesso, ovvero i modi in cui ci convinciamo a credere in qualcosa o ci induciamo a percepire le cose da prospettive diverse rispetto a quelle precedentemente assunte. Pertanto, esistono una persuasione rivolta all'altro, la "manipolazione" e una rivolta a se stessi, ossia l'"autoinganno".
Ogni "verità" per essere creduta necessita di essere trasmessa in maniera persuasiva.
Conoscere l'arte della persuasione riduce le probabilità di eserne vittima. Uno strumento non è buono o cattivo in sé, è l'uso che en faccaimo a renderlo tale. Anzi, la capacità di utilizzare artifici retorici e stratagemmi linguistici mantiene la nostra mente allenata a evitare le gabbie ideologiche e la trappola degli autoinganni consolatori.
L'arte non è mai replicare, ma sempre interpretare.
Non vedere più a forza di guardare, non stupirsi più di quanto si ha sott'occhio, oppure essere convinti di vedere troppo bene: questo è il limite e il difetto in cui spesso l'uomo cade e di cui approfitta lo stratagemma del "Solcare il mare all'insaputa del cielo".
Quando l'altro si aspetta che tu menta, la verità lo penetra come il fendente di una lama inattesa.
Lo stratagemma del "Mentire dicendo la verità" è costruito sulla nostra tendenza ad assuefarci a un'abitudine e a praticare un eccesso di ragionamento.
Partire dopo per arrivare prima rappresenta la sintesi moderna dei due antichi stratagemmi cinesi "Sbatti l'erba per snidare i serpenti" e "Costringi la tigre a lasciare le montagne". Il primo indica la necessità, per il buon combattente, di far muovere per primo l'avversario per intuire la logica del suo attacco e controbattere immediatamente con una tecnica che gli rubi il tempo e lo colpisca nei suoi punti deboli. Il secondo sottolinea l'importanza di non avventurarsi nel territorio nemico, offrendogli così il vantaggio di essere a suo agio.
Se una persona è intelligente, e quindi ferma nelle sue convinzioni, è difficile farle cambiare opinione in modo doretto, ma se si instilla nella sua mente un dubbio che crea disordine e confusione nella sua chiarezza, la sua tendenza a voler riprendere il controllo la conduce dritta nella trappola.
"Datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo" Archimede
La "virtù non è considerata come per gli sotici il "giusto mezzo" ma la continua alternanza tra gli estremi che si completano a vicenda all'interno di un equilibrio costituito proprio dalla loro reciproca complementarietà.
Niente è più insopportabile per chi vi odia della vostra palese gentilezza nei suoi confronti. Questa manovra elegante non solo neutralizza il vostro detrattore, ma ne evidenzia anche la debolezza ed esalta la vostra superiorità. Anche voi ..."ucciderete il serprente con il suo stesso veleno".
Ogni arte prevede un lungo periodo di apprendimento. Protagora affermava che non esisteva arte senza sapere ed esercizio del sapere. Questo è da sempre il percorso obbligato per chiunque voglia migliorare se stesso.
Uno stratagemma che può essere applicato a tutti i tipi di paura: spingere la propria mente ad alimentare volontariamente le fantasie spaventose conduce all'annullamento di queste.
Un'altra elegante applicazione è l'uso dell'autoironia: dichiarare di avere un difetto fa sì che gli altri ci dicano che in realtà non lo è, o che ci consolino immediatamente proponendone uno dei loro. In ognuno dei due casi abbiamo creato simpatia e apprezzamento nei nostri confronti. In questo caso "si esibisce una cosa per celarla" o per farla percepire diversamente, trasformando così una debolezza in punto di forza, un limite in una risorsa.
Che ci piaccia o no, noi siamo continuamente artefici e vittime dei nostri autoinganni. Imparare a utilizzare strategicamente questa nostra tendenza significa divenirne padroni invece che servi inconsapevoli. Saper utilizzare questo stratagemma nei confronti degli altri significa decidere se usarlo o no, quindi divenire effettivamente responsabili, nel bene e nel male, di ciò che ci accade.
L'abilità del "creare dal nulla" non è solo uno dei veicoli fondamentali di potere personale e interpersonale, ma una competenza fondamentale che ci permette di passare dalla posizione di chi costruisce ciò che subisce a quella di chi costruisce ciò che gestisce.
L'acqua è l'analogia naturale del cambiamento come capacità di adattarsi strategicamente alle diverse circostanze.
Saper cavalcare le onde di questo nostro oceano interiore è il "Cambiare rimanendo gli stessi".
Cambiare tattica e manovre fino a trovare quella che funziona, senza scomporsi ma passando fluidamente dall'una all'altra, non è solo l'essenza della strategia di combattimento ma rappresenta anche il principio motore dei processi di innovazione e di soluzione dei problemi.
Infatti, come ogni cosa che si irrigidisce diventa fragile e rischia di rompersi, così la nostra personalità irrigidendosi diviene fragile, vittima della propria rigidità.
Non si tratta di costruirsi un'immagine da vendere agli altri e a se stessi, ma di costruire attraverso la conoscenza e l'esercizio quelle abilità che affascinano gli altri. "Sii quello che sembri". Alla fine si torna all'inizio: "Il segreto è che non ci sono segreti".
"Cavalcare la propria tigre non è un artificio ma un'abilità, frutto di studio e applicazione costante. Anche perché se possiamo essere bravi a ingannare gli altri sulle nostre reali capacità non possiamo farlo così bene con noi stessi.
"Ognuno di noi" recita un motto cinese, "va a dormire ogni notte con una tigre accanto. Non puoi sapere se questa al suo risveglio vorrà leccarti o sbranarti".
Con questa metafora la saggezza antica vuole ricordare la relazione che ognuno di noi ha con i propri limiti.
Solo cercando di migliorarci costantemente possiamo renderci amica la nostra tigre, in quanto nessuno può evitare la peggiore e la più pericolosa delle compagnie: noi stessi.
"Sii quello che vorresti che il mondo fosse". Gandhi
(dal Web)
16.01.11 @ 10:06:46
da cris-hestia
Nel sistema totale della psiche, la ...
16.01.11 @ 10:01:21
da cris-hestia
Il Dio dell'Amore Assoluto.
19.11.10 @ 10:30:27
da cris-hestia
ciao!!anche a me hanno dato da ...
18.09.10 @ 21:33:55
da murgi
grazie Vivi.....
11.09.10 @ 07:00:55
da cris-hestia