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12 Gen 2010 - 08:29:07
Amore e dipendenza
Per quanto si faccia un gran parlare della fenomenologia dell'AMORE e per quanto si conoscano alcuni dei meccanismi psicologici che spingono le persone a scegliersi l'amore rimane pur sempre un mistero.Appartiene a quella logica del sentimento ed é così radicato nell'inconscio collettivo che darne una definizione significa mettere dei limiti al mistero.
La stessa definizione del suo etimo a volte ci mette fuori pista: eros, filia, agape ecc., oppure si può parlare di amore per il prossimo, per la natura, per il partner e così via, comunque ogni tipologia dell'amore ha come scopo l'estensione dei confini del proprio "io", della propria visione del mondo e, nel caso particolare dei rapporti a due, di favorire l'altrui crescita psicologica a costo anche di una eventuale separazione; allargare i confini del proprio "ego" è però un lavoro difficile e bisogna essere sorretti da una personalità matura e adulta che continuamente ristruttura la propria visione della vita.
Si ritiene necessario, ai fini di un rapporto a due più adulto e duraturo, mettersi continuamente in discussione circa la propria crescita psicologica.
La storia antropologica ci insegna che l'uomo da sempre ha cercato anche con l'ausilio della religione prima, della filosofia e della psicologia poi, di evolversi verso una nuova dimensione di crescita dell'essere.
Il fine dell'uomo che tende alla crescita,alla maturità, é, dunque, il raggiungimento dell'AUTONOMIA personale; per raggiungere tale meta si deve superare quella tappa di sviluppo che é la "dipendenza"; questa é una tappa da cui bisogna avvedersene se si cerca una evoluzione verso la crescita psicologica.
Oggi, purtroppo, é comune credenza scambiare la "dipendenza" per comunicazione o amore; oppure spesso la si confonde con ciò che chiamiamo senso o bisogno di dipendenza.
E' naturale che nell'infante di circa otto mesi vi é dipendenza dalla madre, in quanto ha bisogno di lei per sopravvivere.
Quando questo "bisogno" di dipendere si ripete nell'età adulta avviene ciò che la scienza psicologico-psichiatrica definisce : "turbe da personalità passivamente dipendente"; la vita del soggetto é dominata dal desiderio di dipendenza e le persone "passivamente dipendenti" sono generalmente occupate nel tentativo di farsi amare anziché amare ed utilizzano meccanismi di autoinganno inconsapevoli per colmare il proprio vuoto interiore.
Il senso di vuoto ha però radici affettive da ricercarsi lontane nel tempo, a volte nella mancata presenza dei genitori troppo impegnati con se stessi fino a risultare incapaci di appagare quel bisogno di dipendenza, di affetto, di attenzione e di cure durante l'infanzia.
Quindi una eccessiva dipendenza non é altro che la manifestazione di un disordine di personalità.
Per concludere, una personalità "passivamente dipendente" tende ad aggrapparsi all'altra/o, e vivere l'uno nell'altra/o cioè in SIMBIOSI, scambiando questo per amore.
Più volte ci sarà capitato di sentir dire da persone fidanzate o ammogliate: "siamo una sola cosa", oppure, "abbiamo le stesse idee", tutte frasi sintomatiche di simbiosi, dove gli stati dell'io, anziché riunirsi in un Noi, si annullano nel NOI, distruggendo ogni sorta di comunicazione adulta, rafforzando ciò che in analisi transazionale viene comunemente chiamato "ricatto".
L'uomo adulto, colui che tende alla crescita psicologica, é una persona che cerca quella sorta di autonomia sociale e individuale che serve a farlo integrare nel contesto storico della sua esistenza più "autenticamente" possibile,in modo da relazionarsi agli altri coerentemente; ma attenzione, tale autonomia non significa esclusione dal contesto sociale, come pure la simbiosi non é sempre patologica, lo é solo quando influisce con i processi di sviluppo del proprio io.
Quasi tutti gli studiosi che si sono interessati dello studio dell'uomo hanno dovuto ammettere che siamo chiamati a realizzare l'unicità del nostro essere individuale per una migliore autorealizzazione.
Ogni persona, quindi, é unica e ha un modo di esistere e di essere del tutto particolare.
La salute mentale passa proprio attraverso il riconoscimento, ossia la presa di consapevolezza di questa autentica unicità che é in noi.
A questo punto due persone che si "scelgono" devono incontrarsi nella loro unicità, e non annullarsi in essa.
La strada che conduce alla personalità autonoma passa attraverso il riconoscimento delle diversità sia culturali che individuali ed alla loro tolleranza ed accettazione.
Ma non sempre questa strada é facile da percorre, anzi, é un percorso lento e faticoso di separazione da figure, immagini e condizionamenti interiori, introiettate dal nostro ambiente socio-familiare durante la prima infanzia.
Durante il percorso bisogna costantemente aggiornare le cosiddette "mappe cognitive"; vale a dire i propri modi di pensare e di agire, cioè bisogna cambiare quell"antica percezione del mondo sviluppata nell'infanzia e che risulta inadeguata alla nuova relazione con l'altra/o.
Spesso, nemmeno con un continuo e incessante auto esame ci si riesce poiché la difficoltà da superare è proprio la tendenza che ognuno di noi ha a celarsi gli aspetti più sgradevoli della propria personalità.
Dobbiamo cercare di diventare timonieri della barca che é in noi e che spesso tende, con le ali della fantasia,al largo.
Nel cammino della nostra vita, sovente, incontriamo strade sdrucciolevoli e faticose che bisogna percorrere da soli.
Naturalmente, il fine di questo percorso é la scoperta di un nuovo orizzonte dell'ego dove é possibile camminare in due,da adulti.

Il bisogno insopportabile dell'altro, il vissuto di angoscia di fronte alle separazioni anche momentanee, i comportamenti "ricattatori" con cui spesso costringiamo l'altro a starci continuamente vicino, sono spesso confusi con l'amore.

In realtà siamo di fronte a vere e proprie degenerazioni dell'amore ed hanno a che vedere con la dipendenza patologica.
(dal web: psicologia e salute)

cris-hestia · 170 visite · 0 commenti
Categorie: psicologia

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