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Spiritus Mercuris
Attraversiamo il giardino degliincantesimi,ed entriamo nella casa dell'anima
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- John Henry Newman
Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato." - Kafka sulla spiaggia, Haruki Murakami
[La casa degli spiriti - I. Allende]
Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Noi abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio. Un libro deve essere la scure per il mare gelato dentro di noi.
L’inferno dei viventi è quello che è già qui, che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino, Le città invisibili
I nostri pensieri, al soldo del nostro panico, si orientano verso il futuro, seguono la via di ogni timore, sfociano nella morte. Dirigerli verso la nascita e obbligarli a fissarvisi significa invertirne il corso, farli retrocedere. In tal modo perdono quel vigore, quella tensione implacabile che sta al fondo dell'orrore della morte e che ai nostri pensieri è utile se vogliono dilatarsi, arricchirsi, guadagnare forza. Allora si capisce perché, seguendo un tragitto inverso, manchino di slancio, e siano così stanchi quando finalmente cozzano contro il loro confine primitivo, tanto da non aver più energia per guardare al di là, verso il mai-nato.
L’uomo è più malato, meno sicuro, più mutevole, meno saldo di qualunque altro animale; su questo, non ci sono dubbi: egli è l’animale malato per eccellenza. Da che cosa deriva? Di certo, l’uomo ha, più di tutti gli altri animali nel loro complesso, osato, rinnovato, sfidato, provocato il destino. Egli è il grande sperimentatore di se stesso, l’insoddisfatto, l’inappagato. Egli combatte contro animali, natura e dèi per la supremazia assoluta. L’uomo: questo essere sempre indomabile, eternamente volto al futuro, che all’assillo continuo della sua stessa forza non può trovare pace, cosicché il futuro, come uno sperone, inesorabilmente vessa i gangli vitali del suo presente. Come potrebbe, un animale così coraggioso e dotato, non essere anche il più esposto al pericolo, il più a lungo e profondamente malato di tutti gli animali? Se si ferisce, questo maestro della distruzione – dell’autodistruzione – allora, sarà la ferita stessa, a costringerlo a vivere.
Ogni desiderio umilia l'insieme delle nostre verità, e ci obbliga a riconsiderare le nostre negazioni. Ne subiamo una disfatta pratica; eppure i nostri princìpi restano inalterabili... Speravamo di non essere più i figli di questo mondo, ed eccoci sottoposti agli appetiti come deli asceti equivoci, padroni del tempo e asserviti alle ghiandole. Ma questo gioco è senza fine: ogni nostro desiderio ricrea il mondo e ogni nostro pensiero lo annienta... Nella vita di tutti i giorni si alternano la cosmogonia e l'apocalisse: creatori e demolitori quotidiani, pratichiamo su scala infinitesimale i miti eterni; e ogni nostro istante riproduce e prefigura il destino di seme e di cenere attribuito all'Infinito.
E. M. Cioran

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16.01.11 @ 10:06:46
da cris-hestia
Nel sistema totale della psiche, la ...
16.01.11 @ 10:01:21
da cris-hestia
Il Dio dell'Amore Assoluto.
19.11.10 @ 10:30:27
da cris-hestia
ciao!!anche a me hanno dato da ...
18.09.10 @ 21:33:55
da murgi
grazie Vivi.....
11.09.10 @ 07:00:55
da cris-hestia