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Attraversiamo il giardino,ed entriamo nella casa dell'anima
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Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: amore

Quando dico «ti amo» che cosa sto dicendo di preciso? E soprattutto chi parla? Il mio desiderio, la mia idealizzazione, la mia dipendenza, il mio eccesso, la mia follia? E come si trasforma questa parola quando il desiderio si satura, l' idealizzazione delude, la dipendenza si emancipa, l' eccesso si riduce, la follia si estingue? Non c' è parola più equivoca di «amore» e più intrecciata a tutte quelle altre parole che, per la logica, sono la sua negazione. Tutti, chi più chi meno, abbiamo fatto esperienza che l' amore si nutre di novità, di mistero e di pericolo e ha come suoi nemici il tempo, la quotidianità e la familiarità. Nasce dall' idealizzazione della persona amata di cui ci innamoriamo per un incantesimo della fantasia, ma poi il tempo, che gioca a favore della realtà, produce il disincanto e tramuta l' amore in un affetto privo di passione o nell' amarezza della disillusione. Qui Freud ci pone una domanda: «Quanta felicità barattiamo in cambio della sicurezza?». Quanti cambiamenti dell' altro ignoriamo per garantirci un partner prevedibile? L' amore uccide il desiderio. E siccome in qualche modo lo sappiamo non è raro che trasformiamo in abitudini le persone che amiamo, e, attraverso questa degenerazione protettiva, ci garantiamo la sicurezza della casa e ci difendiamo dalla vulnerabilità intrinseca dell' amore. Le caratteristiche adorate dell' altra persona, che un tempo ci avevano fatto innamorare, possono anche non essere affatto illusorie, ma siccome perdere chi è «unico al mondo» è molto più doloroso che perdere uno qualsiasi, dall' idealizzazione di solito ci si difende o troncando la relazione dopo il primo incontro, o aggrappandosi alle imperfezioni e ai difetti del partner per tenere a bada la fascinazione. Meglio spegnere subito una stella o offuscare la sua luce, piuttosto che correre il rischio che quella stella non splenda per noi. Brividi sì, ma brividi sicuri. Si sente dire che, in amore, desiderio da un lato e idealizzazione dall' altro giocano contro il «sano realismo» che forse, oltre a non essere più reale dei desideri e delle idealizzazioni che incendiano le nostre passioni, è solo l' ultima illusione che costruiamo per difenderci anticipatamente dalla disillusione. Ma nelle regioni, abitate dalla prudenza scambiata per «esame di realtà», non è dato incontrare le case d' Amore. E allora è molto più vero dire: «Ti odio perché ti amo. Ti denigro per poter continuare la convivenza con te». Davvero l' odio è il compagno inevitabile dell' amore? Se gettiamo uno sguardo nelle nostre menti, dove si verificano la maggior parte dei crimini passionali, parrebbe che le cose vadano proprio così. In effetti non c' è nessuno che non abbia provato un profondo sollievo quando l' amore sopravvive al primo litigio all' ultimo sangue. Anzi di solito in simili circostanze «si fa l' amore», quasi per celebrarne la profondità e la resistenza che non si sarebbe potuto verificare in nessun altro modo. Sembra quindi che l' odio sia il compagno inevitabile dell' amore, la cui sopravvivenza forse non dipende tanto dalla capacità di evitare l' aggressività, quanto dalla capacità di viverla e di oltrepassarla in nome dell' amore. Ma c' è anche chi non regge il gioco forte dell' amore e dell' odio perché, a un certo punto del percorso, l' amore per sé confligge con l' amore per l' altro. In questo caso non si prova aggressività, ma semmai «ambivalenza», per cui da un lato vogliamo essere con l' altro, ma nello stesso tempo, per salvare la nostra individualità, vogliamo non esserci completamente. Di qui quell' esserci e non esserci, quel rincorrersi e tradire, che fa parte della relazione amorosa. Perché amore è una «relazione», non una «fusione». Nel viaggio che si intraprende fuori dal «noi» e che prescinde dal «noi», è il «noi» che si tradisce, mai il «tu». Quel che si imputa al traditore è di essere diventato diverso e di muoversi non più in sintonia, ma da solo. Soltanto se si accetta il cambiamento dell' altro e lo si accoglie come una sfida a ridefinirsi e a ridefinire la relazione, il tradimento non è più percepito come tradimento. Ma ridefinirsi è difficile così come accettare il cambiamento. Per questo le vie più battute sono quelle della fedeltà, o in alternativa quelle del risentimento e della vendetta. Tutto questo accade perché siamo soliti pensare ad amore come a una vicenda tra uomini e non, come ci ha insegnato Platone, a una vicenda tra uomini e dèi. Proiezioni antropologiche di istinti e pulsioni che l' io razionale «patisce» e perciò legge come «altro da sé». Gli dèi infatti sono dentro di noi e la loro follia ci abita. Per questo l' amore di cui parla Platone non ha la forma di un sentimento umano, ma quella più inquietante della possessione di un dio, per cui non è il nostro io a proferir parola, ma il dio che lo possiede. Quanto basta per farci capire che, in presenza di amore, il nostro io subisce una dislocazione che sposta la nostra riflessione, e ci obbliga a pensare a partire da amore, e non dall' io che inaugura una storia d' amore. Amore, infatti, non è qualcosa di cui l' io dispone, ma semmai è qualcosa che dispone dell' io, qualcosa che lo incrina, che lo apre alla crisi, che lo toglie dal centro della sua egoità, dall' ordine delle sue connessioni, per nessi di tutt' altro genere e forma e qualità. Per questo Platone erge Amore a simbolo della condizione dell' uomo, mai in possesso di sé, ma sempre dilaniato, ragion per cui Amore non è solo vicenda di corpi, ma traccia di una lacerazione, e quindi incessante ricerca di quella pienezza, di cui ogni amplesso è memoria, tentativo, sconfitta.

Il Lupo è associato alla stella Sirio nella costellazione dei Cani Maggiori, ed è stato a lungo considerato dai Nativi americani come un maestro e una guida; è un maestro che torna col suo branco dopo un lungo vagare per raccontare a tutti le nuove cose osservate e le nuove esperienze fatte . I lupi sono leali con il loro compagno e monogami ed hanno uno forte senso della famiglia mantenendosi al contempo individuali. Quando un lupo ulula alla luna, si identifica coi suoi poteri e la sua energia spirituale ed entra in contatto con l'inconscio attraverso il quale accede alla conoscenza.
I lupi sono anche tra i più fraintesi animali selvatici, storie sul loro sangue freddo e spietatezza sono state diffuse ingiustamente in quanto sono animali affettuosi sociali e intelligenti. Sono dei grandi spiriti liberi tuttavia i loro branchi sono ben organizzati.
Tradizionalmente qualcuno con la medicina del Lupo ha un grande senso di indipendenza e comunica perfettamente anche attraverso sottili cambiamenti nella tonalità di voce nelle inflessioni e nei movimenti del corpo. Spesso loro trovano soluzioni ai problemi apportando stabilità e comprensioni propria delle strutture familiari. La medicina del lupo comprende anche la forza di fronteggiare con dignità e coraggio la fine di un ciclo. Sono degli spiriti maestri, guide attraverso i sogni e le meditazioni, istintivi e intelligenti, sociali e con alti valori famigliari, superano in astuzia i nemici, posseggono l'abilità di passare non visti.
Il Lupo può darti il potere di diventare un maestro per gli altri per far meglio capire agli altri come trovare il proprio sentiero. L'energia del lupo permetterà inoltre di stabilire una connessione con il tuo leader interno. Il lupo potrebbe anche volerti dire di cercare dei luoghi solitari che ti permettano di vedere il tuo maestro interiore: in un luogo pieno di potere, lontano dagli esseri umani potresti trovare il tuo vero te stesso.
Ero a casa di mia madre in questi giorni, e con mia sorella siamo uscite per fare spesa, per arrivare ai negozi, c'è da camminare per un bel po' vicino a dei campi, campi forse di nessuno, ma in uno di questi ci sono due cani, forse mamma e cucciolo, non si sa...si sa soltanto che il cucciolo ha una zampa ferita perchè non l'appoggia a terra, mia sorella con un'altra signora sono le volontarie dei poveri animali disgraziati, che vivono in condizioni davvero terribili: quando piove non sanno dove ripararsi, se sono feriti non hanno nessuno che li cura, tranne anime come noi che spendono soldi (tanti) in cure e alimentazione..quello che io chiedo è questo: perchè i comuni non si prendono davvero cura di questi poveri esseri? Voi che leggete, direte : eccola lei, arriva fresca, fresca...io lo so che esistono canili lager, so che esistono persone senza scrupoli, ma credo davvero che quello che manca è una educazione alla funzione sentimento..la gente non sa amare, è ignorante...ecco perchè esiste tutta questa indifferenza e crudeltà...i cani e i gatti abbandonati a loro stessi, sono di tutti, come un giardino, degli alberi, come l'acqua...il mio è un appello d'amore disperato...io amo queste creature, e faccio davvero tanto per loro, invito le persone a riflettere su questo, ad aprire la mente..ma siamo ancora lontani, da quello che è il totale rispetto per tutti gli esseri viventi di questa povera terra...io mi auguro che i cani che ho incontrato ieri(ce ne saranno migliaia in queste condizioni)possano trovare gente di cuore che li aiuti a sopravvivere in questa società dove si corre, si corre per andare verso il nulla, dimenticandosi che una carezza ed un sorriso sono più importanti dell'ultimo cellulare appena uscito....il mio può sembrare un discorso utopistico, ma non lo è...il mio amore per gli animali e per tutto il creato non ha limiti..come la crudeltà e l'ignoranza di tanta, troppa gente...

«Non piangere quando tramonta il sole, le lacrime ti impedirebbero di vedere le stelle.»
U.Galimberti
“La donna selvaggia porta tutto ciò di cui una donna ha bisogno per essere e sapere.
Porta il medicamento per tutto. Porta storie e sogni e parole e canzoni e segni e simboli.
Riunirsi alla natura selvaggia significa fissare il territorio, trovare il proprio branco, stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo, parlare e agire per proprio conto, in prima persona, rifarsi ai poteri femminili innati dell'intuito e della percezione, riprendere i propri cicli.
La donna selvaggia è intuito, veggenza, colei che sa ascoltare. Lei è idee, sentimenti, impulsi, memoria. E' colei da cui andiamo a casa. E' quello che ci fa andare avanti quando pensiamo di essere finite. Lascia impronte ovunque ci sia una donna che è terreno fertile. Vive in un mondo lontano che a forza si apre un varco verso il nostro mondo.”
IL DIARIO DI UN CANE
Settimana 1:
Oggi, è una settimana che sono nato; che gioia essere arrivato in questo
mondo!
Mese 01:
Mia mamma mi accudisce molto bene. E' una mamma esemplare.
Mese 02:
si occupi cosi bene di me, come l'ha fatto lei.
Mese 04:
monelli, mi tirano la coda e li mordo per giocare.
Mese 05:
Inoltre, dormo nella "riserva" ........e non protestavo.!
Mese 12:
Ah, come devono essere orgogliosi di me!
Mese 13:
riprendere. Ma le mie mascelle sono diventate troppo forti e l'ho
ferito senza volerlo. Dopo la paura, mi hanno incatenato; non posso
quasi piu vedere il sole. Dicono che mi tengono d'occhio, che sono un
ingrato. Non capisco niente di quello che sta succedendo.
Mese 15:
Tutto è diverso........vivo sul balcone. Mi sento molto solo, la mia
famiglia non mi ama più. A volte dimenticano che ho fame e sete.
Quando piove, non ho un tetto dove ripararmi.
Mese 16:
gioia. La mia coda si muoveva in tutti i sensi. Oltretutto mi hanno
portato con loro per una passeggiata. Abbiamo preso la direzione
trascorrere la giornata in campagna. Non ho capito perché hanno
le mie forze. La mia angoscia aumentava quando mi accorgevo che stavo
per svenire e.....non si fermavano: mi avevano dimenticato.
Mese 17:
guardano con tristezza e mi danno un po da mangiare.
Mi piacerebbe che mi adottassero;
sarei leale e fedele come nessuno al mondo.
Mese 18:
Qualche giorno fa, sono passato davanti a una scuola e ho visto tanti
chi aveva la mira migliore". Una della pietre mi ha rovinato un occhio
e da quel giorno non ci vedo più, da quella parte.
Mese 19:
provo a trovare un piccolo riparo all'ombra.
Mese 20:
in quel luogo chiamato fosso, ma non dimenticherò mai lo sguardo
soddisfatto dell'autista che si è addirittura buttato di lato per
e mi sono issato con molta difficoltà, verso un po d'erba ai lati
della strada.
Mese 21:
è un luogo umido e direi che il mio pelo sta cadendo. La gente passa,
nemmeno mi vedono, altri dicono "non ti avvicinare". Sono quasi
incosciente, ma una forza strana mi fa aprire gli occhi......la
dolcezza della sua voce mi ha fatto reagire. Lei diceva" povero
cara signora, ma questo cane è incurabile, è meglio mettere fine alle
sue sofferenze". La signora gentile si è messa a piangere ma ha
approvato.
siringa e mi sono addormentato per sempre chiedendomi perché fossi
nato se nessuno mi voleva.
1, 2, 3 Pagina Successiva
Sindicazione
a> 
15.07.10 @ 09:13:45
da nikizorroesumo
If you are willing to buy ...
13.07.10 @ 05:35:22
da DeePACHECO29
Congiungere il QS con ATON mi ...
20.05.10 @ 08:51:45
da Enrico
Spleen (Charles Baudelaire) Quando, come un ...
07.05.10 @ 12:33:37
da cris-hestia
ciao chris, complimenti è veramente carinissimo ...
16.04.10 @ 13:16:44
da nikizorroesumo