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Buone vacanze a te e al tuo cucciolo^^








Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: racconti

21 Mag 2010 
In un tempo molto, molto lontano, un tempo così antico che anche le rocce più vecchie non ne conservano traccia, il Creatore di tutte le cose convocò presso di sé le diverse categorie di spiriti che aveva deciso di destinare alla Terra. A ognuna chiese di formulare il più grande dei suoi desideri, al fine di procedere a un'equa ripartizione delle specie.

Un buon miliardo di stelle nacquero e morirono mentre i diversi clan ponderavano con cura la delicata questione. Infine ciascuno espresse la propria aspirazione dando libero sfogo ad ambizioni e sogni.
«Vogliamo l' onnipresenza e l'invisibilità» dissero i primi.
Nacquero così batteri, virus e microbi. «Noi desideriamo la fortuna!»
E presero forma le ostriche perlifere. «Noi vogliamo soggiogare il mondo.»
Il Creatore generò allora i vermi e tutta la brulicante popolazione sotterranea alla quale le altre specie, inesorabilmente, avrebbero finito con il consegnare le proprie spoglie.
«Noi chiediamo soltanto la virtù della pazienza.»
E vide la luce il ragno.
Taluni vollero l'eloquenza, e furono trasformati in pappagalli. Altri, l'alta finanza, e il Creatore riempì gli oceani di pescecani. Altri ancora, che avevano una fortissima inclinazione alla convivenza sociale, lo pregarono di accordare loro la perfetta uguaglianza. Furono pecore.
Certuni chiesero il talento di misurare con precisione vaste distese e ampi territori. Il Creatore li fece cammelli le cui gobbe non sono altro che l'emblema del loro innato bernoccolo per le scienze esatte che permette loro di attraversare gli immensi deserti terrestri senza mal smarrirsi.
Altre richieste erano venate di poesia. «Desideriamo diffondere la voce del vento e imparare l'alfabeto dei fiori.»
E le farfalle colorarono i cieli.
«Noi saremo gli eterni amanti della luna, a lei soltanto intoneremo i nostri canti sconsolati.»
Il Creatore generò i lupi.
Taluni spiriti originali e senza dubbio un po' pazzi affermarono:
«Noi vogliamo essere ammirati da tutti». Dio creò i pavoni.
Alcuni spiriti particolarmente rumorosi e inquieti si alzarono in piedi per pretendere con un tono altezzoso un quoziente intellettuale eccezionalmente brillante e superiore a quello di tutti gli altri.
Malgrado l'arroganza di una simile richiesta, il Creatore si strofinò il suo unico e immenso occhio e creò gli uomini.
Rimaneva, un po' in disparte, un piccolo clan di spiriti, stranamente silenziosi.
«E voi, che cosa desiderate? Parlate senza timore.»
La risposta giunse tra un mormorio soffuso. «La saggezza, o nostro Signore.»
Fu così che apparvero i gatti.

da Racconti che fanno le fusa
di Julia Deuley
Traduszione di Freudiano Sessi(dal web)

cris-hestia · 73 visite · 0 commenti
Categorie: racconti
30 Mar 2010 
LA LOBA (frontiera del Texas)

C'è una vecchia che vive in un luogo nascosto che tutti conoscono ma pochi hanno visto, pare in attesa di che si è perduto, di vagabondi e cercatori.
E' circospetta, spesso pelosa, sempre grassa, e desidera evitare la compagnia. Emette suoni più animaleschi che umani. Dicono che viva tra putride scarpate di granito nel territorio indiano di Tarahumara. Dicono che sia sepolta alla periferia di Phoenix, vicino ad un pozzo. Dicono che è stata vista in viaggio verso il monte Alban su un carro bruciato, con il finestrino posteriore aperto. Sta accanto alla strada poco distante da El Paso, dicono. Cavalca impugnando un fucile da caccia insieme ai coltivatori di Morelia. L'hanno vista avviarsi al mercato di Oaxaca con strane fascine sulle spalle. Ha molti nomi: la Huersera, la donna delle ossa; la Trapera, la raccoglitrice; la Loba, la Lupa.L'unica occupazione della Loba è la raccolta delle ossa. Raccoglie e conserva in particolare quelle che corrono il pericolo di andare perdute per il mondo.La sua caverna è piena delle ossa delle più varie creature del deserto: il cervo, il crotalo, il corvo.
 

Ma si dice che la sua specialità siano i lupi.Striscia e setaccia le montagne e i letti prosciugati dei fiumi, alla ricerca di ossa di lupo, e quando ha riunito un intero scheletro, quando l'ultimo osso è al suo posto e la bella scultura bianca della creatura sta di fronte a lei, allora siede accanto al fuoco e pensa a quale canzone cantare. E quando è sicura si leva sulla creatura, solleva su di lei le braccia e comincia a cantare. Allora le costole e le ossa delle gambe cominciano a coprirsi di carne e le creature si ricoprono di pelo. La Loba canta ancora, e quasi tutte le creature tornano alla vita. Con la coda ispida e forte che si rizza. E ancora la Loba canta e il lupo comincia a respirare. E ancora la Loba canta così profondamente che il fondo del deserto si scuote, e mentre lei canta il lupo apre gli occhi, balza in piedi e corre lontano giù per il canyon.
In un momento della corsa, o per la velocità, o perché finisce in un fiume, o perché un raggio di sole o di luna lo colpisce alla schiena, il lupo è di un tratto trasformato in una donna che ride e corre libera verso l'orizzonte.
Così si dice che se vagate nel deserto, ed è quasi l'ora del tramonto, e vi siete un po' perduti, e siete stanchi, allora siete fortunati, perché forse la loba può prendervi in simpatia e mostrarvi qualcosa - qualcosa dell'anima.

Tutti noi cominciamo come un mucchietto di ossa abbandonate nel deserto. Sta a noi recuperare le parti. La Loba canta (usa la voce dell'anima) sulle ossa per scendere nell'amore grande e nel sentimento. Non possiamo scoprire questo grande sentimento di amore da un amante, perché si tratta di un lavoro solitario.
La Loba conserva la tradizione femminile. La Loba, la vecchia, colei che sa. E' l'antica e vitale donna selvaggia, che è una forza indomita che porta un dono


cris-hestia · 212 visite · 0 commenti
Categorie: mitologia, psicologia, racconti